Se vivi o studi a Modena e desideri lavorare nel settore della ristorazione, devi apprendere tutti i segreti dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, una delle eccellenze enogastronomiche italiane più apprezzate e conosciute al mondo.

Un imperativo che vale ancora di più per gli allievi della Scuola Alberghiera e di Ristorazione Ial di Serramazzoni, che nei giorni scorsi hanno avuto lezioni teoriche e pratiche con docenti di eccezione. Nell’istituto gestito dallo Ial Emilia-Romagna sono saliti, infatti, alcuni rappresentanti dell’Aed, l’associazione esperti degustatori di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop.

Si tratta di un sodalizio nato il 13 dicembre 2000 per diffondere la cultura del cosiddetto “oro nero” di Modena, promuoverne lo sviluppo, la tutela e l’attività di assaggio secondo quanto previsto sull’analisi sensoriale dalla normativa sulla filiera produttiva dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop. L’associazione è guidata da Mario Gambigliani Zoccoli, già presidente del Consorzio Produttori Antiche Acetaie e conduttore di un’azienda agricola a Castelfranco Emilia che produce esclusivamente Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop in un’acetaia di circa 1.300 botti.

Proprio Gambigliani Zoccoli ha incontrato le classi seconde per raccontare agli allievi i segreti questo prodotto. Il docente ha parlato delle uve, della cottura del mosto, dei travasi e rincalzi. Le classi si sono recate anche nel cortile esterno della scuola per vedere la cottura del mosto. I ragazzi hanno poi svolto lezioni nell’acetaia della scuola, con prove pratiche di travasi, rincalzi e assaggi.